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Il toponimo Canavese, con i suoi oltre mille anni di storia, precede di almeno due secoli la comparsa del nome stesso della regione: Piemonte.
Già nel 951, su un documento di donazione di Berengario II° al monastero di Pavia, compare "... confirmamus Curtem Canavensem cum castro ...", tale indicazione geografica la ritroviamo via via in numerosi altri documenti fino all'esplicita citazione dantesca all'inizio del Trecento nella Divina Commedia: "... Per cui Alessandria e la sua guerra / Fa pianger Monferrato e 'l Canavese".

I confini del Canavese storico hanno subito, nel coso dei secoli, ampi mutamenti e se possono risultare sufficientemente precisi per i versanti nord e ovest: rispettivamente la cresta spartiacque della Serra d'Ivrea col Biellese, il confine con la regione Valle d'Aosta e il confine di stato con la Francia, più labili lo sono coi vesanti est (Vercellese) e sud (Torinese).
Il tema ampiamente dibattuto e trattato già partire dall'Azario del suo De Bello Canapiciano verso la metà del Trecento, è stato oggetto - nei secoli - di numerosi studi e trattati, gli ultimi dei quali, recentissimi, datano 1998.
In questa occasione viene proposta una versione del tutto inedita del territorio canavesano: il "Canavese organario" che tuttavia, tranne pochissimi punti (sostanzialmante i confini col Vercellese), combacia in buona parte coi confini tracciati dal Bertotti nel 1973.

I numeri:

139 comuni, appartenenti a 3 diverse provincie (Torino, Vercelli, Biella)
2.093,78 kmq superficie complessiva
321.303 abitanti

150 m s.l.m. confluenza tra Dora Baltea e fiume Po (punto più basso)
4061 m s.l.m. vetta del Gran Paradiso (punto più alto)

DATI STATISTICI


 
 

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